02 Novembre 2018: «Chi crede nel Figlio ha la vita eterna; e io lo risusciterò nell’ultimo giorno»


COMMEMORAZIONE DI TUTTI I FEDELI DEFUNTI (Messa I)


Carissimi, commemoriamo i nostri fratelli defunti, non con la nostalgia di chi li pensa perduti per sempre, ma con la speranza di chi li crede viventi in Cristo, destinati alla risurrezione finale.


 

 

PRIMA LETTURA (Gb 19,1.23-27a)

Io lo so che il mio redentore è vivo.

Dal libro di Giobbe

 

Rispondendo Giobbe prese a dire:

«Oh, se le mie parole si scrivessero,

se si fissassero in un libro,

fossero impresse con stilo di ferro e con piombo,

per sempre s’incidessero sulla roccia!

Io so che il mio redentore è vivo

e che, ultimo, si ergerà sulla polvere!

Dopo che questa mia pelle sarà strappata via,

senza la mia carne, vedrò Dio.

Io lo vedrò, io stesso,

i miei occhi lo contempleranno e non un altro».

 

Parola di Dio


SALMO RESPONSORIALE (Sal 26)

Rit: Sono certo di contemplare la bontà del Signore nella terra dei viventi.

Il Signore è mia luce e mia salvezza:

di chi avrò timore?

Il Signore è difesa della mia vita:

di chi avrò paura?

 

Una cosa ho chiesto al Signore,

questa sola io cerco:

abitare nella casa del Signore

tutti i giorni della mia vita,

per contemplare la bellezza del Signore

e ammirare il suo santuario.

 

Ascolta, Signore, la mia voce.

Io grido: abbi pietà di me, rispondimi!

Il tuo volto, Signore, io cerco.

Non nascondermi il tuo volto.

 

Sono certo di contemplare la bontà del Signore

nella terra dei viventi.

Spera nel Signore, sii forte,

si rinsaldi il tuo cuore e spera nel Signore.


SECONDA LETTURA (Rm 5,5-11)

Giustificati nel suo sangue, saremo salvati dall’ira per mezzo di lui.

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani

 

Fratelli, la speranza non delude, perché l’amore di Dio è stato riversato nei nostri cuori per mezzo dello Spirito Santo che ci è stato dato.

Infatti, quando eravamo ancora deboli, nel tempo stabilito Cristo morì per gli empi. Ora, a stento qualcuno è disposto a morire per un giusto; forse qualcuno oserebbe morire per una persona buona. Ma Dio dimostra il suo amore verso di noi nel fatto che, mentre eravamo ancora peccatori, Cristo è morto per noi.

A maggior ragione ora, giustificati nel suo sangue, saremo salvati dall’ira per mezzo di lui. Se infatti, quand’eravamo nemici, siamo stati riconciliati con Dio per mezzo della morte del Figlio suo, molto più, ora che siamo riconciliati, saremo salvati mediante la sua vita. Non solo, ma ci gloriamo pure in Dio, per mezzo del Signore nostro Gesù Cristo, grazie al quale ora abbiamo ricevuto la riconciliazione.

 

Parola di Dio


Canto al Vangelo (Gv 6,40)

Alleluia, alleluia.

Questa è la volontà del Padre mio:

che chiunque vede il Figlio e crede in lui abbia la vita eterna;

e io lo risusciterò nell’ultimo giorno, dice il Signore.

Alleluia.


VANGELO (Gv 6,37-40)

Chi crede nel Figlio ha la vita eterna; e io lo risusciterò nell’ultimo giorno.

+ Dal Vangelo secondo Giovanni

 

In quel tempo, Gesù disse alla folla:

«Tutto ciò che il Padre mi dà, verrà a me: colui che viene a me, io non lo caccerò fuori, perché sono disceso dal cielo non per fare la mia volontà, ma la volontà di colui che mi ha mandato.

E questa è la volontà di colui che mi ha mandato: che io non perda nulla di quanto egli mi ha dato, ma che lo risusciti nell’ultimo giorno.

Questa infatti è la volontà del Padre mio: che chiunque vede il Figlio e crede in lui abbia la vita eterna; e io lo risusciterò nell’ultimo giorno».

 

Parola del Signore


Preghiera dei fedeli

C- Fratelli e sorelle, oggi è il giorno di vivere la nostra speranza cristiana e di proclamare con fermezza l’articolo del Credo: «Aspetto la risurrezione dei morti e la vita del mondo che verrà».

 

Con fiducia diciamo: In te speriamo, Signore.

 

  1. Padre santo, hai affidato tutto il genere umano al Figlio, nella tua bontà conduci noi tutti alla salvezza, preghiamo:

 

  1. Padre buono, non ci chiami a una pura e semplice sopravvivenza infinita dell’anima, ma all’eterna comunione con te, preghiamo:

 

  1. Padre santo, ti affidiamo tutti coloro che ci hanno preceduto verso la meta di comunione, in pienezza, guidati da Cristo e preceduti da Maria, nostra Madre, preghiamo:

 

  1. Padre buono, in questa Eucaristia ti presentiamo coloro che il mondo mette ai margini: poveri, afflitti, miti, giusti, misericordiosi, puri, operatori di pace, perseguitati, perché tutto si trasformi in gioia eterna, preghiamo:

 

(Ricordiamo i nomi dei fratelli morti durante l’anno trascorso).

 

C – Padre, Dio della vita, in Cristo Gesù, vincitore del peccato e della morte, comprendiamo che la fine della nostra esistenza è la vita con te. Per Cristo nostro Signore.

 

A – Amen


SECONDA MESSA


PRIMA LETTURA                                               

Dal libro del profeta lsaìa (25,6a.7-9)

In quel giorno, preparerà il Signore degli eserciti per tutti i popoli, su questo monte, un banchetto di grasse vivande. Egli strapperà su questo monte il velo che copriva la faccia di tutti i popoli e la coltre distesa su tutte le nazioni. Eliminerà la morte per sempre.  Il Signore Dio asciugherà le lacrime su ogni volto, l’ignominia del suo popolo farà scomparire da tutta la terra, poiché il Signore ha parlato. E si dirà in quel giorno: «Ecco il nostro Dio; in lui abbiamo sperato perché ci salvasse. Questi è il Signore in cui abbiamo sperato; rallegriamoci, esultiamo per la sua salvezza».

Parola di Dio.                        


SALMO RESPONSORIALE (Sal 24,6-7. 17-18.20-21)

Chi spera in te, Signore, non resta deluso.

Ricordati, Signore, della tua misericordia l e del tuo amore, che è da sempre.  Ricordati di me nella tua misericordia, per la tua bontà, Signore.

Allarga il mio cuore angosciato, liberami dagli inganni. Vedi la mia povertà e la mia fatica e perdona tutti i miei peccati.

Proteggimi, portami in salvo; che io non resti deluso, perché in te mi sono rifugiato. Mi proteggano integrità e rettitudine, perché in te ho sperato.

 


SECONDA LETTURA

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani (8,14-23)

Fratelli, tutti quelli che sono guidati dallo Spirito di Dio, questi sono figli di Dio.  E voi non avete ricevuto uno spirito da schiavi per ricadere nella paura, ma avete ricevuto lo Spirito che rende figli adottivi, per mezzo del quale gridiamo: «Abbà! Padre!». Lo Spirito stesso, insieme al nostro spirito, attesta che siamo figli di Dio. E se siamo figli, siamo anche eredi: eredi di Dio, coeredi di Cristo, se davvero prendiamo parte alle sue sofferenze per partecipare anche alla sua gloria. Ritengo infatti che le sofferenze del tempo presente non siano paragonabili alla gloria futura che sarà rivelata in noi.

L’ardente aspettativa della creazione, infatti, è protesa verso la rivelazione dei figli di Dio. La creazione infatti è stata sottoposta alla caducità non per sua volontà, ma per volontà di colui che l’ha sottoposta- nella speranza che anche la stessa creazione sarà liberata dalla schiavitù della corruzione per entrare nella libertà della gloria dei figli di Dio.

Sappiamo infatti che tutta insieme la creazione geme e soffre le doglie del parto fino ad oggi. Non solo, ma anche noi, che possediamo le primizie dello Spirito, gemiamo interiormente aspettando l’adozione a figli, la redenzione del nostro corpo.

Parola di Dio.                       


CANTO AL VANGELO      (Mt 25,34)            

Alleluia, alleluia.

Venite, benedetti del Padre mio, ricevete in eredità il regno preparato per voi fin dalla creazione del mondo.    

Alleluia.

 


VANGELO

Dal Vangelo secondo Matteo (25,31-46) 

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:

“Quando il Figlio dell’uomo verrà nella sua gloria, e tutti gli angeli con lui, siederà sul trono della sua gloria.

Davanti a lui verranno radunati tutti i popoli. Egli separerà gli uni dagli altri, come il pastore separa le pecore dalle capre, e porrà le pecore alla sua destra e le capre alla sinistra.

Allora il re dirà a quelli che saranno alla sua destra: “Venite, benedetti del Padre mio, ricevete in eredità il regno preparato per voi fin dalla creazione del mondo, perché ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere, ero straniero e mi avete accolto, nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato, ero in carcere e siete venuti a trovarmi”. Allora i giusti gli risponderanno: “Signore, quando ti abbiamo visto affamato e ti abbiamo dato da mangiare, o assetato e ti abbiamo dato da bere?  Quando mai ti abbiamo visto straniero e ti abbiamo accolto, o nudo e ti abbiamo vestito?

Quando mai ti abbiamo visto malato o in carcere e siamo venuti a visitarti?”. E il re risponderà loo: “In verità io vi dico: tutto quello che avete fatto a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me”.

Poi dirà anche a quelli che saranno alla sinistra: “Via, lontano da me, maledetti, nel fuoco eterno, preparato per il diavolo e per i suoi angeli, perché ho avuto fame e non mi avete dato da mangiare, ho avuto  sete  e

non mi avete dato da bere, ero straniero e non mi avete accolto, nudo e non mi avete vestito, malato e in carcere e non mi avete visitato”.

Anch’essi allora risponderanno: “Signore, quando ti abbiamo visto affamato o assetato o straniero o nudo o malato o in carcere, e non ti abbiamo servito?”. Alloora egli risponderà loro: “In verità io vi dico: tutto quello che non avete fatto a uno solo di questi più piccoli, non l’avete fatto a me”.  E se ne andranno: questi al supplizio eterno, i giusti invece alla vita eterna».

Parola del Signore


 

 

Parla alla tua mente

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