Giovedì 15 Agosto 2013: “Solenne liturgia del transito in onore di San Rocco” LE FOTO

 

“LA FEDE  DI ROCCO RISPLENDE NEL BUIO DI QUESTA NOTTE”

LITURGIA DEL TRANSITO IN ONORE DI SAN ROCCO DA MONTPELLIER

 

Guida.  Questa sera, facciamo tesoro della testimonianza di vita del giovane Rocco, che spinto dall’amore verso i fratelli, si fa pellegrino di carità donando la sua vita per lenire le loro sofferenze curandole con compassione sull’ esempio di Cristo, buon Samaritano. Papa Francesco, in una delle sue omelie, ci ha offerto  una riflessione che richiama il luminoso esempio del nostro Santo:

“Bisogna uscire da noi stessi e andare sulle strade  dell’ uomo per scoprire che le piaghe di Gesù sono visibili ancora oggi sul corpo di tutti quei fratelli che hanno fame, sete, che sono nudi, umiliati, schiavi, che si trovano in carcere e in ospedale. E proprio toccando queste piaghe, accarezzandole, è possibile adorare

il Dio vivo in mezzo a noi.” Possa la Beata Vergine Maria per intercessione di

San Rocco ravvivare, in noi, la fiamma  della fede e il desiderio di fare della nostra vita un dono d’ amore.

 

Canto iniziale: Inno Europeo San Rocco

 

Saluto del Celebrante

Cel.  Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo.

Ass. Amen.

Cel. La grazia e la pace di Dio nostro Padre e del Signore nostro Gesù Cristo sia

       con tutti voi.

Ass. E con il tuo spirito.

 

Cel. Carissimi, in quest’ora di particolare grazia, ricordiamo il beato transito di San Rocco da Montpellier, pellegrino e apostolo di carità. Esso avvenne all’ alba del 16 agosto, dell’ anno del Signore 1327,  nel carcere di Voghera. In questa liturgia, facciamo nostri i pensieri e i sentimenti del giovane Santo, affidandoci alla sua fraterna intercessione, affinché ci ottenga dal buon Dio ogni bene nel corpo e nello Spirito, in particolare allontani dalla nostra vita la peste del peccato.

 

Canto: Come la pioggia e la neve.

 

Dal Libro del Siracide   (39, 14 – 16)

Ascoltatemi, figli santi, crescete come una pianta di rose su un torrente; come incenso spandete un buon profumo, fate fiorire fiori come il giglio, spargete profumo e intonate un canto di lode; benedite il Signore per tutte le opere sue. Magnificate il suo nome; proclamate le sue lodi con i vostri canti e le vostre cetre; così direte nella vostra lode: «Quanto sono magnifiche tutte le opere del Signore!   Parola di Dio.

 

Salmo 1

 

Rit. Beato l’ uomo che confida nel Signore

Beato l’uomo che non segue il consiglio degli empi,

non indugia nella via dei peccatori;
e non siede in compagnia degli stolti;
ma si compiace della legge del Signore,
la sua legge medita giorno e notte. Rit.

Sarà come albero piantato lungo corsi d’acqua,

che darà frutto a suo tempo
e le sue foglie non cadranno mai;

riusciranno tutte le sue opere. Rit.

Non così, non così gli empi:
ma come pula che il vento disperde;
perciò non reggeranno gli empi nel giudizio,
né i peccatori nell’assemblea dei giusti.

Il Signore veglia sul cammino dei giusti,

ma la via degli empi andrà in rovina. Rit.

 

Canto: Alleluja

 

Dal Vangelo di Matteo:   ( Mt 25,31-40 )

Quando il Figlio dell’uomo verrà nella sua gloria con tutti i suoi angeli, si siederà sul trono della sua gloria. E saranno riunite davanti a lui tutte le genti, ed egli separerà gli uni dagli altri, come il pastore separa le pecore dai capri, e porrà le pecore alla sua destra e i capri alla sinistra. Allora il re dirà a quelli che stanno alla sua destra: Venite, benedetti del Padre mio, ricevete in eredità il regno preparato per voi fin dalla fondazione del mondo. Perché io ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere; ero forestiero e mi avete ospitato, nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato, carcerato e siete venuti a trovarmi. Allora i giusti gli risponderanno: Signore, quando mai ti abbiamo veduto affamato e ti abbiamo dato da mangiare, assetato e ti abbiamo dato da bere? Quando ti abbiamo visto forestiero e ti abbiamo ospitato, o nudo e ti abbiamo vestito?  E quando ti abbiamo visto ammalato o in carcere e siamo venuti a visitarti? Rispondendo, il re dirà loro: In verità vi dico: ogni volta che avete fatto queste cose a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me.

Cel.  Parola del Signore

Ass.  Lode a te o Cristo

 

Riflessione del celebrante

 

Transito

 (Ci mettiamo in ascolto con attenzione e raccoglimento).

 

L1. Dalla  “ Vita di San Rocco ”

Rocco nasce nel 1295, unico figlio del governatore Giovanni Rog., Marchese di Montpellier e da Libera, che tanto pregarono Dio e la Vergine Maria per avere il dono di un figlio. Il piccolo Rocco nasce con una croce sul petto di colore vermiglio, un sigillo che il buon Dio gli aveva dato come segno di predilezione . Resta orfano a 20 anni per la morte prematura dei suoi genitori e vivendo nella nobiltà, nell’agiatezza e nel lusso capisce il vuoto della sua ricchezza e comprende il grande virtù della carità e della povertà evangelica. Incoraggiato dal vangelo, vende tutti i suoi averi e li dona ai poveri e agli ospedali ed inizia il suo pellegrinare in cerca di Cristo. La sua prima meta è Roma, il centro della cristianità per rendere il suo omaggio alla tomba degli apostoli  Pietro e Paolo. Prima di partire per l’Italia si consacra alla “Vergine Maria delle tavole”, ricevendo poi la benedizione del Vescovo di Montpellier. Bastone, mantello, cappello, borraccia e conchiglia sono i suoi ornamenti, la preghiera e la carità la sua forza, Gesù Cristo il suo gaudio e la sua speranza. Percorre la Francia, varca le Alpi e arriva in Italia, tra le città spopolate e piene di terrore in cui è forte il fetore dei cadaveri contagiati dal morbo crudele della peste bubbonica. Sono tante le scene di strazio e di dolore che si imprimono nella mente del Santo pellegrino, il quale con compassione si dedica alla cura degli appestati implorando l’ aiuto di Dio. Il primo luogo dove Rocco ha sostato e curato i malati è Acquapendente, per poi giungere a Roma e restarci ben tre anni, nella preghiera e nella meditazione. La tradizione vuole che il primo miracolo lo compì guarendo dalla peste  un Cardinale. Anche Roma è invasa dal morbo della peste e il Santo si da con fervore all’assistenza degli ammalati, senza temere il terribile e pericoloso contagio non abbandonando, per amore, un popolo a lui straniero. Venendo a conoscenza che anche a Rimini e a Cesena infuriava la peste, lasciò Roma e si diresse in queste città a testimonianza della sua carità senza limiti. Il morbo si diffondeva spaventosamente e raggiunse anche le città di Novara e Piacenza. A piedi si prodigava instancabilmente a trasportare gli ammalati sulle spalle nei lazzaretti. Digiuni prolungati, fatiche continue, notti insonni passati in preghiera e a vegliare i malati, indebolirono il suo corpo finché sulle rive del Pò, scoprì che sulla sua gamba destra la peste non lo aveva risparmiato, il famoso “bubbone” gli aprì una piaga provocandogli delle emorragie e fitte di dolori atroci. Questo lo portò a ritirarsi in solitudine nei pressi di Sarmato per morire in pace, trovando riparo in una povera e piccola grotta, pregando e soffrendo. In quel luogo solitario il Signore non abbandona il suo servo fedele e gli manda un angelo a sanargli la ferita e un cane pietoso a ristorare la sua fame, portandogli ogni giorno un pezzo di pane sottratto dal castello del suo padrone, il nobile Gottardo Pallestrelli. Il Dio potente e misericordioso non permise che il giovane pellegrino morisse del morbo della peste perché doveva curare e lenire le tribolazioni del suo popolo. Intanto in tutti i posti dove Rocco era passato e aveva lenito i tormenti di tanti malati il suo nome diventa famoso. Tutti raccontano del valoroso giovane pellegrino che porta la carità di Cristo e la potenza miracolosa di Dio. Dopo otto lunghi anni riprende la via del ritorno in patria, ma arrivato ad Angera sul lago maggiore, le guardie del visconte del posto, vedendolo malconcio, con barba lunga, capelli incolti, faccia scarna e segnata dalle fatiche non lo riconoscono e viene arrestato con l’ accusa di spionaggio. Il santo della carità, che aveva portato il suo soccorso agli altri, resta da solo in un’oscura prigione senza l’aiuto di nessuno, per ben cinque anni. Così, consuma i suoi giorni nella preghiera, rifiutato da tutti e, nella notte della Solennità della Vergine Assunta in cielo, rende la sua anima a Dio. Prima di spirare, si confessa con un sacerdote il quale resta stupito di ciò che ascolta dal giovane prigioniero e corre al palazzo del governatore dicendogli che nelle carceri della città non vi è rinchiuso un brigante, ma un uomo di Dio. Dopo la sua morte e la rivelazione fatta dal sacerdote, si fanno accurate ricerche sulle origini del pellegrino e si scopre che era il figlio del defunto governatore di Montpellier, anche grazie al segno indelebile  della croce impressa sul suo petto. Trasportato dal coro degli angeli , la sua anima Santa viene introdotta nella dimora di Dio per ricevere la corona della vita che non appassisce.

 

Canto: Luce

 

(Durante il canto si accendono le candele di beneficenza in onore del Santo.)

     

Intercessioni: 

Vivere uniti a Cristo è il segreto di una vita feconda e felice. Il Beato Rocco, innestato nella vera vite del Vangelo, ha dato frutti che ancora oggi fanno sentire la loro fragranza in tutto il mondo. Per questo preghiamo insieme e diciamo: Ascoltaci, Signore

Padre santo, che hai reso il tuo servo Rocco un perfetto imitatore di Cristo tuo Figlio, fa’ che anche noi, seguendo le sue orme, osserviamo fedelmente il Vangelo. Preghiamo.

 

Padre santo, che disperdi i superbi ed esalti gli umili di cuore, concedici di seguire l’esempio del glorioso taumaturgo nella via dell’umiltà, della povertà e della carità.  Preghiamo.

 

Padre Santo, che in San Rocco, hai infuso ardore apostolico tieni desto lo slancio missionario nella Tua Chiesa. Preghiamo.

Padre Santo,, che hai concesso al glorioso Santo la consolazione divina nelle tribolazioni e la gioia di lodarti per le tue meraviglie, addolcisci le nostre sofferenze nella speranza del Sommo bene e fa’ che in ogni cosa vediamo un raggio della tua bellezza divina. Preghiamo.

 

 

Cel. Fratelli, sull’esempio di San Rocco, eleviamo al Padre datore di ogni bene, la preghiera che Gesù stesso ci ha insegnato:

 

Padre Nostro

 

Supplica a San Rocco


Tutti:

O San Rocco Tu che con la tua intercessione, le tue grazie e i tuoi favori,

innumerevoli cuori hai guidato a Dio;
Tu che sei stato eletto consolatore degli afflitti,
sollievo dei poveri, medico degli infermi;
Tu che fai piangere di consolazione i tuoi devoti:
ascolta la preghiera che ti rivolgiamo fiduciosi.
Leggi nel nostro cuore e vedi quanto soffriamo.
Leggi nell’anima nostra e sanaci, confortaci, consolaci.
Tu che conosci le nostre afflizioni, 
come puoi vederci tanto soffrire senza venire in nostro aiuto?
O San Rocco, vieni presto in nostro soccorso!
O San Rocco, fa che anche io sia nella moltitudine di coloro
che con te amano, lodano e ringraziano Dio.
Fa che possiamo cantare le Sue misericordie
insieme a quelli che ci amano e soffrono per noi.
O San Rocco amabilissimo non cesseremo di invocarti
fino a quando non ci avrai esauditi.
E’ vero che non meritiamo le tue grazie
e la tua potente protezione,
ma ascoltaci, ti preghiamo, per l’amore grande 
che porti alla Santissima Vergine Maria e a Cristo Gesù. Amen

 

Benedizione Finale

Cel. Dio, nostro Padre, che ci ha riuniti per celebrare il beato transito

di San Rocco, patrono della nostra comunità di Banzano, vi protegga e vi      

confermi nella sua pace. Amen.

 

Cel. Cristo Signore, che ha manifestato in  San Rocco, la forza rinnovatrice della Pasqua, vi renda autentici testimoni del suo vangelo.

Tutti. Amen.

 

Cel. Lo Spirito Santo, che in San Rocco ci ha offerto un esempio di totale adesione al vangelo, vi renda capaci di attuare una vera comunione di fede e di amore nella sua Chiesa.

Tutti. Amen.

 

Cel. E la benedizione di Dio onnipotente Padre e Figlio  e Spirito Santo, discenda su voi e con voi rimanga sempre.

Tutti. Amen.

 

Canto finale: Camminerò


 

 

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