Chiesa parrocchiale di San Valentiniano Vescovo

Venerdì 3 Ottobre 2014, in occasione della riapertura al culto

Venerdì 3 Ottobre 2014, in occasione della riapertura al culto

 

In un atto del 1143 oltre al casale viene citata anche una chiesa “in banzana prope ecclesiam sancti Brattiniani” in altra parte dello stesso documento è detto però “sancti valentiniani”, che è lo stesso nome del ruscello che scorre nel vallone adiacente. Un documento dell’archivio di Montevergine del 1227 informa che un certo Roberto, rettore della chiesa di S.Valentiniano, costruita in Montoro nel luogo detto “Balzano”, nell’ottobre di quell’anno fitta a Giovanni Peracotta un terreno nella contrada “Toro” presso la chiesa. Ancora oggi esiste un fondo e una località chiamata “Tuori”. Alcuni storici ritengono che il toponimo Montoro abbia un riferimento a “torus” che in latino ha il significato di “rialzo” o collina di avvistamento. Nel 1309 la chiesa di S. Valentiniano ha rettore: l’Abate Giovanni de Surrento, ed è cappellano Rizzardo de Berardo.  Nel 1382 al suo interno viene eretta la cappella di S. Maria di Loreto in patronato della famiglia Conis o Cogna. Dalla relazione della visita pastorale del 1511 si apprende che la chiesa parrocchiale di S. Valentiniano ha il Santissimo, gli oli santi ed il fonte battesimale.

 

 

 

 


Il Parroco don Adriano consegna le chiavi all'Arcivescovo Mons. Luigi Moretti che apre le porte della Restaurata Chiesa Madre

Il Parroco don Adriano consegna le chiavi all’Arcivescovo Mons. Luigi Moretti che apre le porte della Restaurata Chiesa Madre

 

Durante la visita del 1576 l’arciprete don Andrea di Lauro, cappellano da circa cinque anni, afferma che nella sua parrocchia: “per grazia di Dio, non c’è nessuno che sia eretico, scismatico, adultero o concubinario, che mi sono forzato farli essere homini da bene”. Nella visita del 1581 cappellano è don Felice Cuoco. Il Santissimo è riposto all’altare maggiore in un tabernacolo d’argento con ostia “magna e particole, con ogni sorta di honore et reverentia” possibile, con corporale “mondo, nuovo ed in tutto purissimo accomodato”. Nel fonte battesimale in marmo “puro e netto” si trovano gli oli per il “crisma” e per gli infermi. Nella visita del 1625 la chiesa ha parroco e rettore distinti e una rendita di 60 ducati, di cui 9 spettanti al rettore. I fedeli adempiono il precetto pasquale.

 

 

 


Firma della bolla di dedicazione

Firma della bolla di dedicazione

 

All’altare maggiore vi è la confraternita della SS.ma Trinità, eretta il 31 marzo 1592. La confraternita ha una rendita di circa 50 ducati con l’onere di 20 messe. Viene visitato anche l’altare di S. Antonio di Vienne, di patronato della famiglia Balsamo, con concessione del 9 maggio 1597. La chiesa ha pure l’altare di S. Maria dell’Arco e la cappella di S. Maria della Concezione. Il 28 aprile 1658 è parroco don Giovanni Battista Caliano, subentrato al defunto don Cipriano Cuoci. La chiesa parrocchiale di Banzano è dedicata a S. Valentiniano, secondo il “Liber confratum” presso l’Arcidiocesi di Salerno quarto vescovo della città, dopo S. Bonosio; S. Grammazio (+490); e S. Vero. La volta della chiesa espone un interessante affresco, opera del pittore molisano Francesco Palumbo –XVIII sec.), un raro esempio di tale tecnica che andrebbe opportunamente restaurato e rivalutato.  


 

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